Nel linguaggio comune si parla spesso di “generico”, mentre in Italia il termine corretto è medicinale equivalente. Un equivalente autorizzato deve rispettare requisiti precisi e dimostrare la bioequivalenza rispetto al medicinale di riferimento.
Cosa deve essere uguale
Secondo AIFA, il medicinale equivalente ha lo stesso principio attivo, la stessa dose, forma farmaceutica, via di somministrazione e modalità di rilascio del farmaco di riferimento. La bioequivalenza viene verificata con studi appropriati.
Cosa può essere diverso
- nome commerciale e produttore;
- colore, forma o confezione;
- alcuni eccipienti;
- prezzo.
Gli eccipienti non cambiano il principio attivo, ma possono essere rilevanti in caso di allergie o intolleranze. Per questo è utile leggere il foglio illustrativo e parlarne con il farmacista.
Perché l’equivalente costa spesso meno?
Quando la protezione brevettuale del medicinale di riferimento scade, altri produttori possono richiedere l’autorizzazione di equivalenti senza ripetere l’intero percorso di sviluppo originario. Il prezzo inferiore non indica quindi, da solo, una minore qualità.
Equivalente autorizzato non significa prodotto qualsiasi
Il concetto di equivalente riguarda medicinali valutati e autorizzati dalle autorità competenti. Un prodotto di provenienza non verificabile, con etichettatura incompleta o venduto da un canale non affidabile non diventa “generico” soltanto perché dichiara lo stesso principio attivo.
Marca o equivalente: come scegliere
La scelta può dipendere da disponibilità, prezzo, eccipienti e preferenze personali. In presenza di prescrizione o terapie concomitanti, il confronto con medico o farmacista resta il modo più semplice per evitare sostituzioni inappropriate.
Approfondisci anche: come funziona il sildenafil e caratteristiche e durata del tadalafil.